Gli attacchi energetici sono uno di quegli argomenti che tutti sussurrano, ma pochi spiegano con chiarezza.
C’è chi li usa per fare terrorismo spirituale, chi ci ride sopra, chi li nega a prescindere. La verità, come spesso accade, sta nel mezzo.
In questo articolo ti porto la mia visione da psicologa olistica, pranoterapeuta e facilitatrice di costellazioni familiari, abituata a lavorare ogni giorno con attacchi energetici, legami karmici e campi d’energia incasinati, ma anche con ansia, traumi e ferite emotive.
L’obiettivo non è spaventarti, ma darti strumenti per capire:
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quando potrebbe essere davvero in gioco un attacco energetico,
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quando invece è il tuo sistema nervoso in allarme,
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cosa puoi fare subito, in modo semplice e sicuro.
Cosa sono davvero gli attacchi energetici?
Con “attacco energetico” non intendo solo il classico “malocchio” da film. Un attacco energetico, nel mio linguaggio, è tutto ciò che:
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interferisce in modo anomalo con il tuo campo energetico,
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abbassa drasticamente la tua vibrazione senza motivo apparente,
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crea una sensazione di invasione, peso o aggancio che non sembra “solo emotivo”.
Può avvenire in diversi modi, ad esempio:
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intenzionalmente (energie mandate consapevolmente, rituali, intenzioni distruttive);
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inconsciamente (invidia forte, ossessioni, pensieri intrusivi che ti vengono “appiccicati addosso”);
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per legami energetici tossici che non sono mai stati sciolti (ex, relazioni maltrattanti, manipolazioni);
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per memorie familiari e ancestrali che continuano a ripetersi e si appoggiano sul tuo campo.
Non sempre c’è “qualcuno che ti fa qualcosa”. Spesso c’è un mix tra:
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energie esterne pesanti,
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tue ferite aperte,
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il tuo sistema familiare che chiede di essere visto (qui entrano le costellazioni familiari).
Sintomi possibili di un attacco energetico
Ogni persona è diversa, ma ci sono alcuni segnali che molte anime sensibili mi riportano quando c’è in gioco un possibile attacco energetico o una forte interferenza.
⚠️ Importante: questi sintomi possono avere anche cause mediche o psicologiche. La protezione energetica non sostituisce mai medici, psicologi o psichiatri, ma può affiancarli.
Sul piano fisico
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stanchezza improvvisa e inspiegabile, come se ti avessero “staccato la spina”;
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tensioni al petto, alla pancia, peso sulle spalle;
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mal di testa in specifiche situazioni o dopo aver visto certe persone;
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disturbi del sonno (risvegli notturni sempre alla stessa ora, incubi ricorrenti).
Sul piano emotivo
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ansia o paura “senza motivo” che compaiono all’improvviso;
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sentirti triste o svuotata dopo aver parlato con qualcuno;
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sensazione di essere “sporca dentro” o “contaminata” energeticamente;
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pianti improvvisi senza sapere perché.
Sul piano mentale
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pensieri ossessivi che non senti tuoi, loop mentali che si agganciano a una persona o situazione;
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autosvalutazione estrema che appare di colpo;
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sensazione di “non riconoscerti più”.
Sul piano energetico/spirituale
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percezione di presenze o pesi in casa o in alcune stanze;
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sensazione di essere osservati o di non essere mai veramente soli;
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oggetti che “casualmente” si rompono a ripetizione, tecnologia che impazzisce solo con te;
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sogni molto forti, con figure minacciose, cordoni, catene, parassiti.
Attacco energetico o ansia/burnout?
Qui entra la parte da psicologia olistica.
A volte le persone arrivano da me convinte di avere “un malocchio potentissimo” e in realtà sono:
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in esaurimento nervoso,
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in una relazione tossica che le dissangua,
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in un lutto non elaborato,
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in pieno burnout lavorativo.
In questi casi il campo energetico è comunque indebolito e aperto, quindi è sì più esposto, ma il primo passo non è “fare il ritualone”, è ricostruire le basi: corpo, respiro, nervi, confini.
Una vera diagnosi spirituale tiene dentro tutte e due le cose:
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il livello energetico,
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il livello emotivo e psicologico.
Non hai bisogno di qualcuno che ti dica: “Hai per forza un attacco”. Hai bisogno di qualcuno che ti dica la verità, anche se è scomoda: a volte è un attacco, a volte è la tua vita che ti esplode in faccia perché ti sei ignorata/o per troppo tempo.
Le forme più comuni di Interferenza Energetica
Ti riassumo quelle che incontro più spesso nel mio lavoro.
1. Legami energetici tossici
Quando una relazione finisce (amore, amicizia, famiglia), il legame non si “stacca” per magia.
Se la relazione era manipolante, violenta o malata, spesso:
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restano cordoni energetici che continuano a nutrirsi di te;
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ti senti ancora “agganciata/o” pur non vedendo più quella persona;
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fai fatica a dire di no e a proteggerti.
Qui lavoriamo molto con:
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costellazioni familiari,
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lavoro simbolico sui cordoni,
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rituali di chiusura e restituzione dell’energia.
2. Invidia, malocchio & intenzioni pesanti
L’energia segue l’intenzione.
Invidia, rancore, ossessione possono appoggiarsi al tuo campo, soprattutto se sei:
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molto visibile,
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luminosa e sensibile,
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con pochi confini e tanta disponibilità.
Non serve farsi film.
Serve imparare protezione energetica quotidiana, pulizia regolare e confini emotivi sani.
3. Ambienti energeticamente “sporchi”
Case, negozi, uffici e luoghi con tanta storia accumulano:
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litigi,
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sofferenza,
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segreti,
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memorie non dette.
A volte il problema non sei tu: è l’ambiente in cui vivi o lavori che va purificato e protetto.
4. Memorie familiari e carichi ancestrali
Qui entrano in campo le costellazioni familiari.
Ci sono attacchi energetici che non nascono oggi, ma che:
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vengono da antiche ingiustizie,
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giuramenti,
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esclusioni nel sistema familiare,
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storie di magia, persecuzioni, abusi mai visti né nominati.
Tu sei quella/o che sente il peso… e magari sei anche quella/o che può chiudere il ciclo.
Cosa puoi fare SUBITO se ti senti “attaccata”
Qui non ti lascio con la paranoia. Ti lascio con azioni concrete.
1. Torna nel corpo
Quando hai paura, la mente parte a 3000. Il primo atto di protezione energetica è rientrare nel corpo:
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cammina scalza se puoi,
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fai qualche respiro profondo portando l’aria nella pancia,
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picchietta leggermente braccia e gambe per “ri-abitarle”.
2. Doccia o pediluvio con sale
Il sale è un grande alleato di pulizia energetica.
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Sotto la doccia, immagina che l’acqua porti via tutto ciò che non è tuo.
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Se non puoi, fai un pediluvio con acqua calda e sale grosso, tenendo i piedi in ammollo 10–15 minuti.
Intenzione chiara: “Lascio andare ciò che non mi appartiene”.
3. Limita subito l’esposizione alle fonti di stress
Se sai che dopo aver parlato con Tizio stai sempre male non è il momento di offrirgli tutta la tua disponibilità. Riduci contatti, discorsi, scroll compulsivo di social. Ogni sì alla tua energia è un no al resto.
4. Fai una richiesta chiara
Che tu la chiami preghiera, intenzione, invocazione poco importa. Parla ad alta voce, in modo semplice:
“Chiedo protezione per il mio campo energetico. Che tutto ciò che non è mio si stacchi e ritorni alla sua origine, senza nuocere a nessuno. Io riprendo posto al centro della mia energia.”
Un rituale protettivo semplice (e sicuro)
Ti lascio un piccolo rituale che puoi fare in casa, in sicurezza, quando senti il bisogno di centrarti e proteggerti.
Non sostituisce un lavoro profondo, ma è un buon primo passo.
Occorrente
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1 candela bianca
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un pizzico di sale grosso
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un bicchiere d’acqua
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qualche minuto di silenzio
Passaggi
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Prepara lo spazio
Appoggia candela, sale e bicchiere d’acqua su un tavolo. Spegni il telefono, respira. -
Crea il cerchio minimo
Disegna con il dito un piccolo cerchio invisibile intorno alla candela, immaginando una luce che ti avvolge. -
Accendi la candela
Con un fiammifero, non con l’accendino. Mentre la accendi, pensa:“Accendo la mia luce e chiedo protezione per il mio campo energetico.”
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Affida ciò che senti pesante
Tieni un pizzico di sale tra le dita e pensa a tutto ciò che ti pesa: persone, situazioni, paure. Metti il sale in un piattino o direttamente nell’acqua dicendo:“Lascio andare ciò che non è mio. Che questo peso venga purificato e trasformato.”
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Resta in silenzio qualche minuto
Guarda la fiamma. Respira. Immagina la tua aura che si ripulisce e diventa più compatta, luminosa, presente.
Lascia bruciare la candela in sicurezza finché puoi; se devi spegnerla, soffia con rispetto e ringrazia.
Getta l’acqua con il sale nel WC o in un lavandino, immaginando che tutto ciò che hai lasciato andare se ne vada con lei.
Quando chiedere aiuto
Ci sono situazioni in cui non è saggio fare tutto da soli, soprattutto se:
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i sintomi sono molto intensi e persistenti;
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senti presenze o interferenze forti in casa;
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ti senti agganciata/o a persone o storie da cui non riesci a liberarti;
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temi di essere sotto attacco energetico da tempo;
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stai vivendo anche una forte crisi emotiva o spirituale.
In questi casi, una diagnosi spirituale seria, che includa anche un lavoro sulle radici ( con costellazioni familiari) e strumenti di psicologia olistica, può fare davvero la differenza.
Se leggendo questo articolo hai pensato: “Oddio, questa sono io”, sappi che non sei sola/o e che non devi cavartela per forza in autonomia.
Quando sentirai che è il momento di fare un passo in più, puoi contattarmi per valutare insieme se è il caso di una diagnosi spirituale o di un percorso di protezione energetica e guarigione delle radici.
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